Le sette e l’omeopatia

La domanda è d’obbligo: cosa c’entrano le sette con l’omeopatia? La risposta è ovvia: niente. E ancora cosa c’entra l’omeopatia con la malpractice in medicina omeopatica? Niente. Di recente abbiamo assistito a due clamorosi casi di malpractice della medicina che bruciano e bruceranno a lungo nel cuore di tutti noi. Il primo è il caso della ‘dottoressa’ Durando, affiliata alla setta di Hamer, che ha fatto mancare buone cure ad una sua affezionata paziente con melanoma. Il secondo è il caso della famiglia del piccolo morto per otite che aveva malriposto la propria fiducia in un medico, il ‘dottor’ Mecozzi, affiliato alla setta del Roveto Ardente, la quale setta avrebbe addirittura previsto la fine del mondo per il lontano, ormai, 2008. Questo secondo caso ci appare ancora più incredibile. Come si fa, infatti, a riporre la fiducia in un medico che ha smesso di fare il medico, si è sospeso dal proprio ordine e, in attesa del giudizio universale, si è messo a fare il magazziniere per poi reiscriversi all’ordine e ricominciare a fare il medico quando, purtroppo (o per fortuna) il mondo non è finito?
Non si può nemmeno credere che così tanta gente (si parla di 3000 persone) potesse farsi curare da una persona che aveva già dato tali segni di grave squilibrio. La mente torna al caso della povera ragazza morta di diabete insulino-dipendente a Firenze anni fa. In quel caso, peraltro, l’omeopatia non c’entrava nulla. Infatti la squilibrata che non era medico ebbe la meglio sulla fiducia di una famiglia imponendole di non dare l’insulina alla figlia fino a farla morire. Tre casi di follia soggiogata se si pensa che, nel caso della madre del piccolo morto per otite, fin sull’ambulanza la signora ha voluto coinvolgere nella gestione del figlio il folle che voleva vietare al bambino la tachipirina che, a suo dire, gli avrebbe fatto correre rischi indicibili. Ma cosa c’è nella mente di certi ‘dottori’? E il genitore? Perché gli credeva?
Non sapremo mai quali saranno state le dinamiche di un comportamento che appare essere, purtroppo, di follia collettiva. E i media? Questa volta come hanno reagito? Vorremo sorvolare sulla solita speculazione di certi personaggi, ormai a tutti noi noti, che hanno colto la palla al balzo incolpando, al solito, l’omeopatia tutta e quindi tutti i medici piuttosto che voler vedere un caso di isolata malpractice dell’omeopatia nelle mani di un personaggio uscito di senno. In questo caso molti giornali e TV hanno correttamente fatto replicare medici ben formati e esponenti della Medicina Integrata il cui messaggio è stato chiaro: l’omeopatia nella complementarità, nella sinergia e mai nell’alternativa alla medicina convenzionale. Ora rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di fare qualcosa di importante: cerchiamo di formare con le scuole di omeopatia medici ben preparati. La parola d’ordine, d’ora in poi, non potrà che essere Medicina Integrata la quale, sola, insegna il posto che deve occupare l’omeopatia nella ricchezza della medicina di oggi. E cerchino, le Scuole di omeopatia in Medicina Integrata, di raggiungere gli specialisti della medicina convenzionale con progetti didattici specifici e opportuni, affinché, almeno un domani, anche l’omeopatia possa essere sempre più nelle mani di medici con una formazione specifica.
di Simonetta Bernardini
Articolo pubblicato su Omeopatia33.it