Medicinali omeopatici, registrazione nel 2020

Aifa ritarderà di un anno la conclusione dell’iter autorizzatorio, l’esame dei dossier presentati dalle aziende prende più tempo del previsto. Intanto è braccio di ferro tra l’Istituto superiore di sanità e le società scientifiche degli omeopati.

In un clima di scontro acceso tra Istituto superiore di sanità (Iss) e società scientifiche di medicina omeopatica, si attendono gli sviluppi del tavolo tecnico che avrebbe dovuto occuparsi della revisione della letteratura scientifica e delle evidenze disponibili proprio sull’omeopatia.
«L’atteggiamento dell’Iss è già in partenza di grande chiusura, così non va» affermano le organizzazioni dei medici che curano sulla base del principio hanhemanniano.

Intanto, è stata posticipata di un anno la conclusione dell’iter autorizzatorio dei medicinali omeopatici di cui si sta occupando Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che deve esaminare tutti i dossier presentati dalle aziende produttrici e che ha chiesto ulteriore tempo per poter portare a termine il lavoro. Già dal 1° gennaio 2019 i medicinali omeopatici avrebbero dovuto essere in commercio come regolarmente registrati, ma si andrà, dunque, al 1° gennaio 2020.

«Aifa necessita di lavorare con maggiore calma e attenzione» spiega il dottor Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese, «in fondo si tratta di dossier che richiedono tempo e approfondimento, poiché è una categoria farmaceutica che l’Agenzia del farmaco non ha mai gestito prima, quindi l’approccio è nuovo anche per loro».

«Si allunga dunque la fase transitoria in cui potranno continuare a essere vendute anche le ultime scorte dei medicinali che poi usciranno dalla produzione» prosegue Gorga. «L’importante comunque è chiudere questa fase, che si sta rivelando più complessa dell’atteso. Poi si lavorerà su altri obiettivi, come per esempio chiedere regimi tariffari più congrui per poter presentare nuovi dossier e quindi procedere alla registrazione di altri medicinali omeopatici».

A procedura di registrazione conclusa i medicinali omeopatici disponibili saranno un numero largamente inferiore rispetto a prima. «In Italia attualmente sono presenti sul mercato circa trentaseimila medicinali omeopatici» spiega Giuseppe Pinelli dell’azienda Cemon. «A causa dei costi imposti dalla complessità dell’iter, le aziende hanno presentato circa 2700 dossier, meno del 10%. A oggi di questi 2700, solo circa il 12% ha ottenuto l’Aic completo, cioè l’autorizzazione al commercio. Le aziende stanno sostenendo numerose richieste di chiarimenti aggiuntivi, con certificazioni particolareggiate da richiedere ai fornitori che spesso risiedono e operano in paesi in cui la legislazione in materia è notevolmente più snella. Penso che se questa situazione non verrà snellita, la proroga di un anno potrebbe non essere sufficiente».

Articolo pubblicato su Terranuova.it