Omeopatia: cresce l’uso e sale la fiducia in medici e farmacisti

In Italia oltre l’80% degli italiani conosce la medicina omeopatica e ad utilizzarla è il 17% della popolazione. Ciò vuol dire che quasi 9milioni di italiani usa farmaci omeopatici e lo fa almeno una volta all’anno. Sono questi i dati dell’ultima ricerca commissionata da Omeoimprese, l’associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche, a EMG-Acqua che ha fotografato lo scenario 2018 del settore.

Dalla ricerca, che ha coinvolto duemila intervistati, è emerso che chi utilizza la medicina omeopatica lo fa in particolare per curare riniti e raffreddori (62 per cento), il 34 per cento per problemi dell’apparato respiratorio e contro le allergie, mentre il 31 per cento per combattere problemi digestivi. Inoltre il 27 per cento per dolori articolari e muscolari, mentre il 26 per cento per problemi gastrointestinali. Anche l’insonnia (22 er cento) e l’emicrania (21 per cento) vengono curati con l’omeopatia, così come i disturbi agli occhi (15 per cento).

Il 6, 3 per cento degli intervistati riconosce che il medicinale omeopatico è privo di effetti collaterali, percentuale in crescita (11,9) tra gli utilizzatori.

Dall’indagine è emerso che oltre la metà degli utilizzatori ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni ed è per lo più di sesso femminile (69 per cento) con un titolo di studio di scuola superiore (51 per cento). La medicina omeopatica risulta più usata più al nord che al sud: il 30 per cento sta nel Nord Ovest e il 28 nel Nord Est. Interessante il fatto che oltre al passaparola di amici e parenti (39 per cento), chi utilizza medicinali omeopatici lo fa sempre di più su indicazione del farmacista (28 per cento) e del medico di base (20 per cento).

“L’omeopata è un medico che si è specializzato in omeopatia – ha spiegato Giovanni Gorga, Presidente di Omeoimprese – E’ importante che la gente si affidi sempre più a medici e farmacisti, segno della serietà di un settore che non vuole essere alternativo alla medicina tradizionale ma complementare. Gli omeopatici sono farmaci a tutti gli effetti e come tali devono essere trattati, ecco perché i punti di riferimento devono essere medici e farmacisti”.

Eppure “purtroppo un 12,2 per cento degli italiani parla di omeopatia come di una medicina alternativa – continua Gorga – Per noi si tratta di un dato molto negativo perché frutto di una continua disinformazione e di una campagna denigratoria nei confronti del settore che non aiuta a fare chiarezza e a diffondere corrette informazioni sul significato di omeopatia. E’ preoccupante che la percentuale di chi parla di medicina alternativa sia in crescita rispetto al 2017”.

“Chi utilizza la medicina omeopatica sa di cosa stiamo parlando. Il male del settore viene fatto dai ciarlatani che sono però presenti in ogni categoria: ci sono omeopati più o meno bravi, così come medici che utilizzano la sola medicina tradizionale più o meno bravi – prosegue Gorga -. Il medicinale omeopatico è un farmaco a tutti gli effetti come definito anche dal Ministero della Salute e da Aifa e come tale deve essere trattato”.

Articolo pubblicato su Informasalus.It