PER RIPORTARE IL SISTEMA BIOLOGICO IN EQUILIBRIO È NECESSARIO PARLARE IL SUO STESSO LINGUAGGIO. IL NOSTRO CORPO HA INFATTI UNA PREDISPOSIZIONE PER I SUSSURRI E UNA TENDENZA A RESPINGERE I MESSAGGI GRIDATI

E’ parte dell’intervento del Dott. Marco Del Prete, Presidente di A.M.I.O.T. (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia) in occasione del VIII Convengo Nazionale di S.I.O.M.I. (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata), appena concluso a Firenze.  

Per la Presidente di SIOMI, la Dott.ssa Simonetta Bernardini: “Questo è un momento storico per l’omeopatia, che da oggi non è più ‘memoria dell’acqua’, ma farmacologia delle microdosi

 

Firenze, 18 marzo 2019 – L’VIII Convengo Nazionale di S.I.O.M.I dal titolo “L’omeopatia cambia verso… L’approccio alle malattie croniche, oltre l’evidenza” ha riunito per tre giorni a Firenze alcuni tra i massimi esperti mondiali del settore, che si sono confrontati sui progressi relativi alla nuova prospettiva scientifica (“L’omeopatia? Una questione di chimica”) e sociale che ne deriva.

Il Dott. Marco Del Prete, Presidente di A.M.I.O.T. (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia) durante il suo intervento, in occasione della tavola rotonda di domenica 17 marzo (IV Sessione: Omeopatia, attualità), è intervenuto sul rapporto tra la Medicina Fisiologica di Regolazione e la Tradizione Omeopatica, che si fondano entrambe sul principio in base al quale per riportare il sistema biologico in equilibrio è necessario “parlare” il suo stesso linguaggio, ovvero attuare una strategia terapeutica che crei un “dialogo”:

Il sistema biologico dimostra una particolare predisposizione per i sussurri e tende a respingere i messaggi gridati. I recettori sono sensibili a concentrazioni estremamente basse del segnale (nell’ordine di microgrammi, nanogrammi) ed è sufficiente impegnarne il 10% per far esprimere alla cellula il 50% della sua potenzialità. L’alterazione del dialogo reciproco tra i sistemi (cross-talk) è alla base di una nuova interpretazione della malattia. Uno squilibrio nella concentrazione (in eccesso o in difetto) di molecole segnale è fondamentale, ad esempio, nelle malattie infiammatorie, allergiche, autoimmuni. Si tratta di individuare una strategia terapeutica. La strategia utilizzata è quella della regolazione attraverso feedback positivi e negativi. Molecole opponenti per modulare il sistema ed omologhe per stimolarlo. La ricerca degli ultimi dieci anni ha confermato la validità dell’assunto iniziale. L’intuizione fu utilizzare in terapia le molecole messaggere, in concentrazione fisiologica, per ricondizionare la sensibilità dei recettori. Un lavoro paziente simile a quello che il logopedista fa per correggere errori di verbalizzazione”.  

Il successo del Convegno Nazionale SIOMI è racchiuso nelle parole della Presidente, la Dottoressa Simonetta Bernardini:

Questo è un momento storico per l’omeopatia: dal seminario internazionale di venerdì scorso tenuto dai tre massimi esperti mondiali del settore, il Professor Jayesh Bellare (Indian Istitute of Technology, Bombay), il Prof. Andrea Dei (Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze) e il Prof. Edward Calabrese (University of Massachusetts at Amherst), possiamo finalmente dire che l’omeopatia non è più memoria dell’acqua, ma altro non è che la farmacologia delle microdosi, un capitolo nascente della farmacologia ortodossa. E’ stato scientificamente provato, sulla base di studi di diffrazione elettronica e microscopio elettronico a trasmissione (TEM), come tutte le soluzioni dei prodotti omeopatici, compresi quelli cosiddetti ultradiluiti, contengano comunque una elevata concentrazione di molecole di principio attivo dell’ordine dei nanogrammi per millilitro, enormemente superiore a quanto atteso. Questi risultati sono stati confermati da numerosi altri laboratori utilizzando sia diversi preparati omeopatici sia tecniche d’indagine diverse.  Questa scoperta rovescia completamente la prospettiva, restituendo all’omeopatia la dignità di scienza. L’ormesi e il principio di similitudine delle microdosi sono in fondo la stessa cosa”.     

Ha poi concluso così il Dott. Del Prete:

Sono stati pubblicati 10 lavori di ricerca di base in vitro-ex vivo, 3 di ricerca di base in vivo e 9 clinical trials. Ed altri lavori sono in via di svolgimento o pubblicazione. Si è spaziato nei vari ambiti della medicina: dalla dermatologia , all’oculistica, all’oncologia. La maggiore parte dei lavori sono stati svolti da gruppi di ricerca estranei all’ambiente omeopatico e pubblicati su riviste ad alto impatto e non di settore. Dalla ricerca e ovviamente dall’esperienza clinica abbiamo imparato molto. Vorrei sottolineare alcuni dei tanti aspetti:

  • l’utilizzo di bassi dosaggi fisiologici è reso possibile dalla tecnologia farmaceutica denominata SKA (Sequential Kinetic, Activation) che consente alle nano-concentrazioni di essere attive al di sotto di quella che è considerata la dose minima efficace, con effetti per certi versi comparabili a quelli indotti da dosaggi più alti;
  • il sistema biologico sembra apprendere dalla lezione impartita e mantenere una buona regolazione anche quando il trattamento farmacologico viene interrotto;
  • ci sono poi interessanti modelli di integrazione terapeutica, addirittura di avvicendamento, ad esempio in ambito Reumatologico, tra terapia convenzionale e terapia low dose;
  • i dati sino ad oggi raccolti confermano la sicurezza della metodica e i costi molto contenuti;
  • l’utilizzo poi di concetti e di un linguaggio condivisibili con altri ambiti della medicina, se non risolveranno la sordità generata dai pregiudizi, permetteranno una più facile comunicazione, che siamo certi aiuterà a superare ostilità che spesso nascono dall’incomprensione.

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