Qual è la differenza tra omeopatia e fitoterapia?

Spesso queste due discipline, fondate entrambe sull’utilizzo di rimedi naturali per curare numerosi disturbi, vengono confuse. Per fare chiarezza, abbiamo chiesto delucidazioni a un’esperta sul campo

Abbiamo chiesto alla dr.ssa Elisabetta Ciccolella, farmacista, di spiegarci qual è la differenza tra omeopatia e fitoterapia, per cercare di fare chiarezza e orientarci al meglio nelle nostre scelte di salute.

Cosa è l’omeopatia?

L’omeopatia rappresenta un sistema terapeutico che si fonda su un peculiare principio di cura, noto come principio della “similitudine”.

In altre parole, l’omeopatia tratta le più svariate patologie mediante la assunzione da parte del paziente di dosi piccolissime, o, più tecnicamente, infinitesimali, di sostanze che alle dosi ponderali determinerebbero l’insorgenza dei sintomi caratteristici del disturbo considerato in una persona sana.

Il materiale di partenza da cui si ottiene il farmaco omeopatico è in genere rappresentato da una tintura madre o un macerato glicerico, in caso di materie prime di origine vegetale/animale/umana, o la sostanza stessa in caso di materie prime minerali.

L’omeopatia, fondata da Hanemann nel 1700, viene utilizzata nel trattamento di molte patologie, poiché l’uso di rimedi omeopatici non comporta alcun effetto collaterale o secondario e alcuna interazione farmacologica con altri farmaci omeopatici o allopatici.

Particolarmente interessante è la possibilità di trattare con i rimedi omeopatici disturbi di lieve o media entità, tipici della gravidanza, come ad esempio nausea o iperemesi gravidica.

Cosa è la fitoterapia?

La fitoterapia costituisce un sistema terapeutico volto alla prevenzione o alla cura di disturbi o patologie, mediante l’utilizzo di attivi in quantità ponderali estratti da piante o da parti di queste.

In altre parole, i medicinali fitoterapici sono quei medicinali il cui principio attivo è una sostanza vegetale.

La fitoterapia affonda le sue origini nell’antichità: l’utilizzo di piante medicinali per scopi terapeutici era diffuso già nell’antico Egitto ed è descritto in testi orientali di ben 5000 anni fa.

Più in particolare, il concetto di “fitoterapia” è strettamente correlato alla attività terapeutica globale della pianta, ovvero all’attività del “fitocomplesso”, l’insieme degli attivi presenti nel vegetale a cui si devono le proprietà della pianta stessa.

Qual è la differenza tra le due?

Esistono alcune e sostanziali differenze tra fitoterapia e omeopatica.

In primo luogo, omeopatica e fitoterapia si differenziano tra loro in funzione del principio su cui si fondano.

In particolare, l’omeopatia si fonda sul principio “similia similibus curentur”, ovvero si curino i simili con i simili, ovvero per trattare un disturbo bisogna provocare nel soggetto interessato un disturbo simile a quello che sta vivendo. Al contrario, la fitoterapia, come anche la medicina allopatica, si fonda sul principio opposto: “contraria contrariis curentur”, ovvero si curino i contrari con i contrari.

Omeopatia e fitoterapia si differenziano anche per le modalità di preparazione: i rimedi omeopatici contengono dosi infinitesimali di sostanze ottenute mediante processi peculiari detti diluizione e dinamizzazione; al contrario, per ottenere i fitoterapici, le droghe vegetali vengono sottoposte a processi meccanici (frantumazione, triturazione, polverizzazione, spremitura) ed estrattivi (estrazione alcolica, acquosa, con solventi), che conservano le proprietà terapeutiche iniziali delle sostanze.

Inoltre, i farmaci omeopatici non presentano alcun effetto collaterale o interazione con altri farmaci; al contrario, i fitoterapici possono indurre effetti secondari, allergie e interagire con i medicinali di sintesi modificando la attività e quindi la tossicità di questi ultimi.

Articolo pubblicato su Tantasalute.it